L'Olio di Peranzana: un'eccezione tra le olive italiane con poteri salutari straordinari.

Scritto da Prof. Lucio Toma
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Su oltre 500 cultivar presenti in Italia, sono in realtà pochissime le varietà di oliva che hanno il potenziale e le caratteristiche per raggiungere i valori indicati dalla normativa. Uno fra questi è certamente l’olio di Peranzana, monocultivar Dop dell’Alta Daunia (terroir di Capitanata di Puglia), di cui sono stati studiati gli effetti benefici sulla salute umana dal punto di vista medico-scientifico. “Indispensabile capire - afferma A. Michele Carella, Responsabile di Dietoterapia dell’Obesità presso il nosocomio “T. Masselli-Mascia” di San Severo - “che il concetto di nutrizione è un atto volontario che può o meno determinare il nostro benessere, ossia il nostro stato di salute e di conseguenza incidere sui livelli di mortalità. Analizzando tra i nutrienti il ruolo dei grassi abbiamo evidenziato nel corso degli anni il forte impatto salutistico dell’olio extravergine di oliva (da consumarsi crudo) per la sua componente polifenolica sul corretto funzionamento della macchina umana sotto ogni aspetto”. A conferma di tali studi, il noto oncologo Massimo Lombardi, sta portando avanti già da qualche tempo una campagna divulgativa sugli effetti benefici dell’olio extravergine di oliva, in particolare dell’EVO di Peranzana, così presente nel nostro territorio. “Una metanalisi su 19 studi clinici (oltre 37.000 soggetti) dimostra che l’olio di oliva dà una protezione contro tutti i tipi di tumore (seno, prostata, colon, laringe...) - afferma lo stesso. E aggiunge che “la bassa incidenza di malattie cardiache e di alcuni tipi di tumori nei paesi dell’area mediterranea, viene attribuita all’alto consumo di olio di oliva, una delle principali fonti di lipidi in questi Paesi”. Studiando in dettaglio tra i componenti dell’olio extravergine di oliva lo squalene,  ha notato che è una molecola chemio-protettiva delle cellule umane. Scoperto studiando la biologia di alcune specie di squali, lo squalene è abbondante nel fegato di squalo, da cui prende il nome.  Nel mondo vegetale lo squalene è presente in quantitativi abbondanti nell’olio di oliva, ove a seconda della varietà e del metodo di estrazione, ne ritroviamo da 200 a 1200 mg per kg. Lo SQ inibisce la crescita tumorale di un gruppo particolare di tumori: quelli del colon-retto 50%, pancreas 90%, endometrio, tiroide, mammella, prostata, vescica 15% e polmone 30%).

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