Un aspirante cardiologo che diventa Viticoltore

Manuel Raffaele Di Nunzio, enologo e giovane proprietario della casa vinicola Valle dell’Elce.

Come generalmente accade, si presume che anche Manuel abbia maturato il suo interesse per il settore vitivinicolo per tradizione familiare oppure per una personale ammirazione. Ma non è così.

Il giovane enologo cresce con la passione per la medicina. I suoi genitori, negli anni in cui vivono in Veneto per motivi lavorativi, hanno modo di avvicinarsi al mondo del prosecco e dei vini; ne fanno una passione e, forti di questo, tornano in Puglia (loro terra natale) decidendo di coltivare vitigni e di mettere su un’azienda vinicola.

Ed è in questo modo che il mondo enologico, piano piano, riesce ad incuriosire Manuel. Una volta diplomatosi, decide di intraprendere studi universitari in Enologia e Viticoltura fino a ricevere, il 4 Aprile del 2017 (un giorno prima di conseguire il titolo), le chiavi della sua cantina divenendone proprietario.

Il papà di Manuel, con grande orgoglio, cede l’azienda al figlio consapevole che la sua presenza sarebbe stata un’importante risorsa grazie alle sue competenze specifiche acquisite durante gli anni di studio presso la fondazione E. Mach di San Michele all'Adige.

Il giovane, infatti, dedica il 100% alla sua azienda e dona il suo contributo ad ogni attività. Definisce il vino “un prodotto di fase” e descrive sinteticamente il naturale processo di trasformazione rifacendosi alle parole di un suo professore: «il succo dell’uva naturalmente diventa aceto e non vino». Poi aggiunge: «affinché non diventi aceto, è compito di un bravo enologo riuscire a tenere il vino in equilibrio».

Certamente, si tratta di una grandissima responsabilità da parte sua, affinché il vino sia perfetto per essere gustato e apprezzato sul mercato.

La sua produzione deriva da vitigni autoctoni a bacca nera e a bacca bianca tipici delle zone pugliesi: Nero di Troia, Montepulciano, Bombino e Malvasia che coltiva con estrema attenzione e dovuto rispetto.

Manuel ritiene di lavorare seguendo una filosofia che solitamente caratterizza il Nord Italia, e che deriva dalla sua “educazione universitaria” ricevuta in Trentino. In queste zone ha imparato cos’è il rispetto per l’ambiente e per la viticoltura, ne ha fatto tesoro ed ora è uno dei suoi punti di forza nella sua amata Daunia. «Produciamo poca uva, ma di estrema qualità e destinata alla produzione di vino», così dichiara di “sfruttare” la vite nei giusti limiti e di riuscire a creare un prodotto finale dai colori limpidi e dalle caratteristiche uniche.

Pur ispirato al modo di operare tipico dell’Italia settentrionale, l’enologo di origini pugliesi decide di vinificare i vini della sua azienda per promuovere le ricchezze della terra che ama da sempre; riesce a farlo, narrando del suo attaccamento, mediante l’impiego di etichette rappresentative delle bellezze naturali della Puglia.

Primo fra tutti è il vino “Perla”, sulla cui etichetta c’è il sole, simbolo della Puglia sempre calda e luminosa che splende in ogni giorno dell’anno. Tra gli altri, figura l’”Essenziale, il cui simbolo è il mare, elemento che predomina nella regione dalla lunga costa; nonché il “4 Rose, che riporta la macchia mediterranea e le bellezze naturalistiche di Foggia e provincia.

I vini dell’enologo pugliese vengono acquistati su tutto il territorio italiano, ma sono le aziende estere che richiedono, in modo particolare, la sua produzione made in Italy. L’obiettivo rimane sempre quello di far conoscere il suo prodotto e di farlo apprezzare maggiormente a partire dagli abitanti della sua terra natale.

In che modo? Attraverso la comunicazione: “Le storie appassionano più del prodotto” dice. Egli punta a far conoscere la storia che c’è dietro ogni bottiglia poiché ritiene che in questo modo riesca a supportare meglio il consumatore nelle sue scelte.

Manuel ritiene fondamentale “formare il cliente”, affinché un vino importante venga apprezzato come merita poiché, come egli stesso afferma: «dietro la viticoltura ci sono storie di persone che vanno conosciute (…)».

Inoltre, ha tantissimi progetti per il futuro. Ciò che ha ancora una volta stupito di questo giovane ragazzo è l’amore per la Puglia. Manuel ha in mente di fare ciò che in pochissimi puntano a fare, cioè, collegare tre settori che purtroppo appaiono, al giorno d’oggi, ancora come tre settori distinti: enogastronomico, turistico e culturale.

Dunque, quale sarà la sua prossima mossa?

Impiegare le energie affinché il turismo sia sempre più variegato, mediante la collaborazione di più settori. Ha, inoltre, in programma di aprire un B&B con lo scopo di promuovere l’enoturismo. La sua missione sarà far conoscere la sua cantina itinerante, promuovere le bellezze dei posti, far vivere esperienze indimenticabili e viaggi sensoriali a 360°.

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