Analisi di un confronto tra esperienze e competenze

Scritto da Giuseppe Gaballo
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ricercatore presso il dipartimento
di Economia, Management e Territorio
Università di Foggia

Il personale coinvolgimento scientifico per Molino De Vita, già espresso nel precedente articolo “La Green Economy è importante per migliorare lo sviluppo di un’azienda”, riguarda non soltanto gli aspetti relativi alle features tecniche e gestionali, ma anche e soprattutto quelli inerenti la cultura aziendale. Questo complessifica notevolmente il campo di studio del ricercatore, perché implica un differente concetto di ‘fare azienda’, ossia saper comunicare e costruire un rapporto costantemente collaborativo con il territorio.

La scelta di Molino de Vita è in sintonia con l’attuale paradigma della transizione ecologica, che pone nei tre criteri dell’Agenda 2030, Environmental, Social, Government, il fulcro dello sviluppo. A tal fine strategica e lungimirante è l’adesione dell’azienda a un partenariato solido nel settore dell’agroalimentare, Rete del Mediterraneo, al cui interno si sta sviluppando un interessante progetto, che coglie un aspetto fondamentale della transizione ecologica: il rapporto co-evolutivo azienda-società, in cui i due termini del binomio collaborano per uno sviluppo non solo economico del territorio, ma anche ambientale e culturale, riconoscendo in questo il cardine della qualità di vita collettiva e individuale.

Per tale progetto, denominato localtourism.it, giovedì 1 dicembre ho seguito a Roma il presidente di Rete del Mediterraneo, nonché delegato nazionale per il marketing territoriale e il Made in Italy di Assoretipmi, Enzo Dota, invitato al meeting nazionale di Assoretipmi, “Reti, New Economy, Innovazione & Networking”.

Al meeting, patrocinato dall’Ente nazionale per il Microcredito, erano presenti alcune eccellenze del panorama produttivo italiano. Per festeggiare i dieci anni dalla nascita dell’Ente, il presidente Eugenio Ferrari e la vicepresidente Monica Franco di Assoretepmi hanno sottolineato l’importanza dei contratti di rete, soprattutto per piccole e micro imprese, chiamate a sostenere e a sostenersi in un mercato globale altamente competitivo sul piano tecnologico e del know how, e così reggere il confronto con i grandi colossi mondiali dell’economia.

A tale scopo professionisti e aziende hanno illustrato le loro competenze e presentato i loro servizi relativi a strumenti giuridici, economici e digitali in grado di facilitare due degli aspetti del fare rete: la connessione dei dati e dei processi produttivi, la interconnessione tra partner di filiera.

Tuttavia, è nella seconda parte del meeting che il fare rete è stato chiarito grazie alle testimonianze di imprenditori, che hanno dato vita a contratti di network tra piccole e micro imprese.

È con interesse e soddisfazione che ho colto l’entusiasmo per il progetto localtourism.it, del quale è stato apprezzato ciò è Enzo Dota ha ben chiarito: non solo la connessione tra le imprese retiste in Rete del Mediterraneo, quanto soprattutto il fatto che tali imprese divengono valore aggiunto dal punto di vista culturale oltre che socio-economico per tutto il territorio di appartenenza.

In coerenza con i canoni della sostenibilità, richiesti alle aziende, localtourism.it è emerso quale strumento guida per connettere quanto finora è stato separato, ossia l’azienda al suo territorio, in un rapporto di reciproca promozione: l’azienda e il suo prodotto divengono viatico per promuovere e far conoscere il territorio di provenienza e quest’ultimo promuove le caratteristiche identitarie e la qualità dei prodotti aziendali. In tal modo il territorio è stimolato a una continua narrazione di sé e con ciò a creare un orgoglio per la propria storia, di cui l’azienda e i suoi prodotti rappresentano una delle eccellenze identitarie.

 

Giuseppe Gaballo

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